Carissimi operatori pastorali

Carissimi, sto pensando a tutti voi, operatori pastorali che, ringraziando il Signore, formate una buona parte di questa mia, ops nostra, comunità. Con il Consiglio Pastorale era stato programmato un incontro tutti insieme, come ogni anno, per confrontarci sul tema pastorale di quest'anno, il Battesimo; purtroppo abbiamo dovuto sospendere. Così, non potendoci trovare, vi raggiungo con questa lettera per condividere con voi qualche riflessione personale. 

Sono stati giorni nei quali ho ripensato al cammino fatto insieme in questo anno pastorale e improvvisamente interrotto, soprattutto nei percorsi di catechesi e del dopo Cresima... (come quasi dover rinunciare ad arrivare in cima alla vetta della montagna dopo ore di cammino per una improvvisa bufera).

E come in ogni casa ci si è dovuti riadattare a questo tempo, anche nella comunità parrocchiale ho cercato di trovare un percorso adatto a questa situazione, fatto di mezzi di comunicazione nuovi, (vedi il sito parrocchiale) ma soprattutto di una più intensa personale preghiera per la comunità.

Ma oggi, in particolare, pensando a voi subito il cuore e la mente mi riportano ai brani del vangelo che la Liturgia ci presenta in questi giorni: le premure di Gesù Risorto verso i suoi amici.

Mi piace pensare a Gesù come a un sarto, colui che si impegna a "ricucire"!

Gesù appare loro per "ricucirli insieme"; per ricomporre il gruppo spaccato da delusioni, paure e sospetti. Appare e "sta in mezzo a loro" per infondere coraggio, li rincuora, dice loro "Forza, avete tutta la mia fiducia, siatene orgogliosi: andate, continuate quanto fatto fin'ora"!

E loro? Spinti dal "soffio dello Spirito" riprendono con uno slancio sorprendente, più consolidato di prima!

Dopo quella "pausa obbligata" hanno scoperto che il loro slancio apostolico si era solo affievolito, assopito, quasi in attesa di una nuova ripartenza.

Forza allora! Voglio pensare che sia così anche per tutti voi.

E' triste una chiesa vuota e ... una telecamera davanti! Certo che se per me è stato difficile celebrare da solo con quattro anime, so che per voi è stata una sofferenza non poter partecipare fisicamente soprattutto nei giorni della Pasqua.

Le liturgie stanno aspettando la gioia dei vostri canti, del servizio all'altare e della Parola di Dio letta da varie persone. Attendo con trepidazione che la chiesa profumata e pulita, abbellita da fiori sia di nuovo abitata, vissuta. Famiglie, ragazzi e adolescenti fremono in attesa di "gustare" il calore, la gioia e l'allegria degli incontri. La carità, che gonfia i vostri cuori, possa continuare a contagiare fratelli e sorelle bisognosi di aiuti e di Gesù Eucaristia. Soffro la mancanza di persone che mi consiglino in scelte pastorali, e tutta la comunità attende semi di luce che arrivino da tante persone.

Sono convinto che il vostro servizio e il vostro affetto per la comunità sono ancorati nella profondità del cuore; allora restiamo docili al lavoro paziente di Lui che vuole "ricucire" il tutto... ritorneremo ad essere più fedeli di prima "come la sposa adorna che incontra lo Sposo" (Apocalisse).

La preghiera scambievole (anche con qualche fugace puntatina in chiesa!!!) diventi quel "soffio di vita" che accelera il ritorno del sole. Infatti è il Suo Spirito che rianima, dà vigore, infonde saggezza e sicurezza.

"Vieni Spirito di Cristo, scalda i nostri cuori, riaccendi in noi il fuoco del tuo amore"

E faccio mio il saluto - augurio di Gesù Risorto "Pace a voi! Andate! Io sono con voi!"

E se io vi benedico... anche voi beneditemi!

Con affetto e stima 

                       Don Danilo

Ps. Non mi dispiacerebbe avere, via mail, un vostro riscontro a questa mia lettera - grazie